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Marta Zedda

IL MATRIMONIO SELARGINO

Oggi intervisteremo Rita Frau che ci parlerà dello sposalizio selargino. Rita, nata e cresciuta a Selargius in provincia di Cagliari, anche se ora vive a Roma da tanto tempo.

Buongiorno, ci può parlare dello sposalizio selargino?

Certamente. La coja sarda o sposalizio selargino è un antico rito nuziale nato tra il XVIII e il XIX secolo, diventato una rappresentazione folkloristica, ma rimane un vero matrimonio che vale sia per lo stato che per la Chiesa.

Quando si svolge questo evento?

Il matrimonio si svolge nei primi dieci giorni di settembre.

Perché si celebra proprio in quei giorni?

Si celebra in settembre perché c’è bel tempo e perché si dà precedenza alle feste patronali: quella di Maria Vergine Assunta e quella di San Lussorio. Poi si celebra il matrimonio prima della vendemmia dove potrà parteciparvi anche la nuova famiglia.

Quando si svolge la cerimonia religiosa?

La cerimonia religiosa si svolge la domenica mattina nella chiesa di Maria Vergine Assunta celebrata dal parroco o dal vescovo.

Invece cosa succede negli altri nove giorni?

Nei giorni precedenti al matrimonio si diffonde la notizia delle nozze attraverso varie iniziative, una delle quali è sa cantada a is piccioccas cioè la serenata cantata in dialetto sardo dedicata alla sposa. Un altro giorno, invece, si porta sopra un carro il corredo nella casa dei futuri sposi dove la sposa può mostrare che non le manca niente.

Come si usa venire vestiti a questa cerimonia?

Tutti gli invitati, compresi gli sposi, indossano un tipico abito sardo.

In particolare come veste la sposa? E lo sposo?

La sposa indossa un abito molto prezioso: porta una gonna in broccato ricamato con fili d’oro, indossa anche una camicia bianca ornata con pizzi molto fini al collo e alle braccia. Il corpetto si mette in mostra applicando is prendos cioè i regali in oro dallo sposo e dalla famiglia, gioielli molto particolari e originari dell’oreficeria sarda. La sposa sul capo sfoggia un velo bianco in tulle ricamato a mano con una fantasia scelta da lei dedicata al giorno del suo matrimonio. Lo sposo invece veste di bianco sia con la camicia che con il sottopantalone e sopra indossa un pantalone corto in fustagno con un gilet in velluto. Sul capo indossa sa berritta, un cappello sardo in fustagno. Anche l’uomo sul colletto della camicia applica dei bottoni che lo ornano.

Ha mai partecipato a questo evento?

Sì, ho partecipato alcune volte portando il costume tradizionale quando ero ragazza, prima di sposarmi perché poi quando mi sono trasferita a Roma non ho potuto più partecipare.

Cosa significa per lei questo evento?

Per me significa rivivere le usanze dei nonni e dei bisnonni ed emozionarmi vedendo quei riti che uniscono per sempre una coppia con serietà e compostezza.

Cosa significa invece questa festa per i suoi compaesani?

Significa partecipare alla gioia di quella coppia ma usando i costumi e rivivendo il tutto nella semplicità di quello che era nel passato il matrimonio selargino.

Perché questo rituale antico si svolge ancora oggi?

Questo rito si svolge ancora oggi per non dimenticare i costumi e la cultura tipica del luogo.

Con quale frequenza si celebra questo rito?

Questo rito si svolge una volta al anno perché una sola coppia sceglie di sposarsi in costume sardo.

C’è qualche particolarità?

Oltre ai selargini partecipano anche molti gruppi folkloristici che vengono da ogni parte della Sardegna, per ballare e cantare canzoni in sardo in serata dopo il banchetto; poi sfileranno per le strade per accompagnare gli sposi.

Esistono dei piatti tradizionali legati a questo evento?

I piatti del banchetto sono gli gnocchetti di semola sarda con il sugo di salsiccia sarda, i ravioli di ricotta sarda, la salsiccia, su proceddu cioè il maiale arrosto, l’agnello e il pesce arrosto accompagnato da verdure. Non mancano i tipici dolci alle mandorle: gli amaretti, i guefus, is pirichittus, le pardulas (dolci di ricotta), il pan’e sapa (pane con noci, uvetta e canditi imbevuto del mosto di vino cotto). La torta è a base di pasta di mandorle ed è decorata particolarmente dalle signore più anziane.

Qual è il suo piatto preferito?

Non posso rinunciare a niente perché è tutto ottimo.

Un’ultima domanda: se avesse l’opportunità di tornare indietro, organizzerebbe il suo matrimonio in “stile” selargino?

Sì, lo farei perché tutti i rituali del matrimonio sono così radicati nel tempo che danno l’impressione di suggellare un forte legame per sempre.

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